Venezia I’m coming

Venezia, già il nome preannuncia per la sua fama uno dei luoghi più rilassanti, interessanti e belli al mondo, o almeno in Italia… Nel treno porto con me tanta curiosità ed un’enorme voglia di staccare dalla vita monotona ed oramai abituale di casa (oltre ad ovviamente molto cibo e bevande per non passare un viaggio del tutto noioso). Dopo un brevissimo viaggio, solo cinque ore, ci ritroviamo in un posto totalmente sconosciuto e, appresa la notizia che l’ hotel “Universo“ (che più che uno spazio infinito è infinitamente orrendo e stretto) si trova vicino alla stazione, tra risate e sonno, ci apprestiamo a raggiungerlo. In poche parole la prima giornata ha catturato i miei sentimenti ed il mio tempo semplicemente girando per qualche viottolo nelle vicinanze dell’hotel, quindi l’unica cosa che posso dire e scrivere è la mia impressione in generale sul luogo che, tra gondole, fiumi e mattoni, ha riportato il mio animo in un tempo medioevale che, se pur modernizzato, trova il suo essere in una città fondata su ambigue tradizioni. Risvegliatomi in un comodo letto, che ovviamente non è il mio perché più che comodo sembra una roccia con una coperta, in poco tempo mi preparo per una nuova giornata all’ insegna di nuove emozionanti scoperte, forse. Eccoci, già persi nell’ infinità di strade labirintiche del posto, diretti verso Piazza San Marco rinomata, più che per la sua grandezza, per il suo costo… Passeggiando lentamente, passando sotto un porticato con lievi colonne simili all’ epoca romana, eccola! A prima vista enorme, maestosa, di una grandezza impressionante, con una cattedrale ed un campanile degni del miglior architetto di tutti i tempi… non so effettivamente come io abbia fatto a non svenire davanti a tale bellezza… una gigantesca piccionaia… a parte gli scherzi, a Venezia i piccioni sono assai più simpatici della gente del posto e sono anche in maggioranza! Nuova giornata, inizia benissimo! Imbarcati come degli immigrati in una nave-pullman con lo scopo di vistare tre isole: – Murano, un isola del tutto uguale a Venezia ma importante per una singola cosa: l’arte del vetro, un magnifico e stupefacente modo di lavorare il vetro con l’unico scopo di creare deliziosi e costosissimi souvenir da poggiare su una mensola e da dimenticare… comunque oltre al fascino di vedere lavorato a mano del vetro colorato non so quanto possa essere diverso da altro vetro di un’altra città, non sono di certo un esperto ma ammetto che tutto ciò mi è piaciuto; – Burano, molta inventiva ed originalità questi veneziani, oltre alla praticamente inesistente simpatia, però una cosa c’è da riconoscergliela … hanno un senso spiccato ed affascinante dell’ arte … bella. Ah a proposito fanno dei biscotti buonissimi; – Infine, anche se probabilmente non ci sarebbe da dedicargli tante parole, abbiamo visitato sotto un sole cocente Torcello, un’ isola caratterizzata da una grandissima quantità di persone, dodici abitanti in tutto, ma oltre al suo essere l’“isola madre“, mi ha colto una pace indescrivibile grazie all’ eterna calma del posto … assolutamente da ricordare. Finalmente, o forse no, ce ne stiamo per andare, e ritornare nella nostra grigia città. Ammetto che i piccioni e la puzza di pesce mi mancheranno. A presto, Venezia!

Gabriele Elia, 4a B

 

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