Rapporto mondiale sulla felicità: Italia al 48° posto. Ecco perché non prenderlo alla lettera.

Le emozioni sono impossibili da spiegare e prevedere. Se, ad esempio, possiamo dare una definizione più o meno universalmente accettabile per lo stato di benessere, non potremo fare lo stesso con la felicità: nonostante ciò, esistono tentativi di misurarla.  In particolare, analizzeremo il <<World Happiness Report>>, iniziativa dell’Agenzia per lo Sviluppo Sostenibile, appartenente all’ONU; si tratta, in realtà, di una rilevazione insolita: combina, infatti, tutti quei dati che contribuiscono a formare l’ISU (Indice di Sviluppo Umano), e quindi l’aspettativa di vita, il PIL pro-capite, il livello medio d’istruzione, con un questionario di auto-valutazione che, oltre a misurare aspetti quali la corruzione percepita e lo stato patrimoniale dell’intervistato, chiedono esplicitamente un’autovalutazione della propria felicità. Il rapporto ha chiaramente dei limiti: principalmente, il fatto che la felicità reale viene “alterata”, in meglio o in peggio, dal benessere economico e sociale; vedremo come questi due aspetti sono del tutto diversi. In ogni caso, l’Italia si posiziona solo al 48° posto: chiaramente, le cause principali di ciò sono da ritrovarsi anche nella crisi economica che sta ancora colpendo il nostro Paese. Comunque, la felicità è un qualcosa di personale, quindi il fatto che il bel paese non si trovi ai primi posti di questa classifica, peraltro imperfetta, non deve assolutamente essere ritenuto un dato scoraggiante.

Senza dubbio, tuttavia, la felicità necessita di uno stato di benessere come presupposto per svilupparsi nel migliore dei modi: non va però trascurato un altro costituente essenziale di quest’emozione, che è la presenza di interessi e passioni. Infatti, seguire cose per le quali nutriamo un autentico interesse ci rende felici; se, al contrario, mancasse ogni forma di interesse, non si potrebbe essere felici per nulla al mondo. D’altronde, è proprio la presenza di interessi che diversifica lo stato di benessere e la felicità.

“Più sono le cose alle quali un  uomo si interessa, e maggiori occasioni di felicità egli ha, e tanto meno è in balia del destino, perché se perde una cosa può ripiegare su di un’altra.” Bertrand Russel, La conquista della felicità

 

Fabrizio Gaglione, 2a E

 

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