Breve panoramica sui recenti avvenimenti del sud-est asiatico

Dalla sua salita al potere, tre mesi or sono, Donald Trump ha fatto il bello e il cattivo tempo riguardo alla Cina dopo decenni di prudente diplomazia. Sotto la minaccia di mettere fine alle provocazioni dell’alleanza tra Pechino e Nord Corea, ha creato uno sconvolgimento di forze nella zona causato dall’invio di una portaerei al largo della penisola. La minaccia del presidente americano sulla Corea del Nord, pur non essendo del tutto verosimile, potrebbe smuovere la Cina dopo 25 anni di una politica che non ha dato grandi risultati. Il primo attacco cinese alla Corea del Nord è partito dal Global Times, quotidiano del partito comunista cinese, con la minaccia di introdurre un embargo sul carbone nordcoreano. In effetti, ciò si è verificato, essendo stati respinti dai porti cinesi cargo nordcoreani che trasportavano carbone, sotto il pretesto di aver già raggiunto le quote. Tutto ciò accompagnato da un aumento delle importazioni di carbone statunitense. D’altra parte, in Cina si hanno alcune priorità, essendo gli Stati Uniti il principale partner commerciale. Tant’è vero che  nel 2002, mentre gli Stati Uniti pensavano di attaccare l’Iraq, l’allora  Presidente cinese Jiang Zemin, si era recato al ranch di J.W. Bush, assicurando che la Cina non si sarebbe opposta all’azione militare USA.

Attualmente prevale la prudenza, e la Cina si comporta con moderazione, evitando la costruzione di nuovi polder (zone costiere prosciugate, tipiche del paesaggio olandese), nel Mar Cinese Meridionale. Inoltre la Cina, per tramite del ministro degli affari esteri cinese Wang Yi mediante un colloquio telefonico con il suo omologo Sergej Lavrov, ha richiesto aiuto anche alla Russia.

La situazione di malessere si è acuita a causa del doppio evento del 15 aprile, la visita del vice presidente americano Mike Pence in Corea del Sud e la parata militare in Corea del Nord in occasione del 105° anniversario dalla nascita del “grande leader” Kim Il-Sung (1912-1994), “Presidente eterno”, fondatore della dinastia nordcoreana e nonno dell’odierno Presidente Kim Jong-Un. Proprio durante la parata un consigliere di Kim Jong-Un ha ripetuto il suo avvertimento a Washington, in cui ha sostenuto di poter rispondere ad una guerra nucleare con una guerra nucleare. Tutto ciò avvalorato dalla presenza di molte armi, tra le quali lanciarazzi multipli, mentre degli aerei sorvolavano la scena. Cosa succederà potrà dirlo solo il tempo.

Serena Russo, 3a L

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