La guerra degli emù

Quando parliamo di guerre, pensiamo automaticamente a conflitti di uomini contro uomini. Se ci sono creature non umane, come i cavalli, sono comunque schierate e comandate da uomini. Ma non tutte le guerre sono così. Non serve guardare alla fantascienza, come nel caso dei marziani nel noto film “La Guerra dei Mondi”, né troppo lontano nel tempo, in un periodo storico magari ricco di stranezze come il Medioevo.

E’ il 1932, ci troviamo in Australia. Il paese decide di assegnare a 5000 veterani di guerra dei terreni nell’ovest del paese. Con la crisi del ’29 che stava travolgendo il mondo la vita non era certamente semplice, ma quando a causa di una lunga siccità un’orda di circa 20.000 emù invase i loro territori, gli ex soldati persero tutto: furono letteralmente assediati dagli animali, inarrestabili nella loro fame.

Quindi, sapendo bene cosa potessero fare le armi moderne contro quest’invasione, chiesero aiuto al Governo, e, dopo aver ricevuto l’appoggio del Ministro della Difesa Pearce, l’Australia “dichiarò guerra” agli emù.

I contadini volevano imbracciare mitragliatrici e munizioni, ma ciò non era possibile in quanto essi erano civili. Pearce dunque inviò il necessario: due mitragliatrici con i loro operatori, 10.000 proiettili e il maggiore Meredith della Royal Australian Artillery a dirigere l’operazione. Nei primi giorni, a causa di una forte pioggia, non vi furono scontri. Il 2 Novembre fu finalmente avvistato un assembramento di circa 50 emù, e le truppe australiane si disposero in modo da tendere un agguato. Fu un completo disastro: gli emù erano fuori portata, e le mitragliatrici li mancarono. Due giorni dopo, fu avvistato un gruppo più corposo, quasi 1000 uccelli, ma dopo aver ucciso due dozzine di “nemici” le mitragliatrici s’incepparono. Fu adottata una nuova strategia, montando le armi su di furgoni (forse il primo tentativo storico di usare una “tecnica”), ma i veicoli sobbalzavano troppo ed erano difficili da manovrare. L’8 Novembre, Meredith fu chiamato a fare rapporto circa la situazione, e fu costretto a ritirare le proprie truppe. Su richiesta dei contadini però, il primo ministro fece tornare il maggiore al fronte quattro giorni dopo. Questa seconda campagna durò fino al 10 Dicembre, con una pesante sconfitta da parte degli australiani. Furono uccisi complessivamente 986 emù. I contadini chiesero aiuto fino al 1948, ma non furono più inviati soldati. Invece, fu utile istituire una ricompensa a chi uccideva uno di questi uccelli: in sei mesi, nel 1934, furono uccisi in questo modo ben 57.000 emù. Si rivelarono più efficaci dei contadini arrabbiati che l’uso dell’esercito, anche se i danni provocati dagli uccelli furono molto più incisivi e rapidi.

Riccardo Polidoro, 3a H

 

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