Che fine ha fatto la poesia?

“In ogni modo io sono qui perché ho scritto poesie, un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo e questo è uno dei suoi titoli di nobiltà. Ma non è il solo, essendo la poesia una produzione o una malattia assolutamente endemica e incurabile” diceva Montale nel suo discorso alla premiazione del Premio Nobel per la poesia.

C’è da chiedersi, infatti, se in una società governata dai mass media, sia ancora possibile l’esistenza di qualcosa di puro e semplice come la poesia. Il mondo attuale è frenetico e corre costantemente, quindi, chi ha il tempo di concentrarsi sulla più semplice e sincera delle arti?

Arte, sì, o meglio definita, genere letterario. Qualcosa che si studia a scuola. Qualcosa che non ci appartiene, a una certa distanza da noi. Lo studio della poesia viene imposto e quindi, in un certo senso, disprezzato dalle menti più giovani. E’ una dimensione totalmente opposta a quella a cui siamo abituati. Non vi sono strumenti elettronici, suoni, solo l’essenza delle emozioni del poeta. Una realtà a cui, in fin dei conti, non siamo abituati.

Ciò che non riusciamo a concepire è che la poesia è presente in tutto ciò che ci circonda, se solo riusciamo a scorgerla, anche in noi stessi. Ciò che non riusciamo forse a concepire è che la poesia non è una nozione, non è un genere, non è qualcosa di ”passato”, bensì è qualcosa di costante e onnipresente. Se sparisse la poesia, probabilmente cambierebbe l’umanità stessa. Il pensiero, in un certo senso, non avrebbe motivo di esistere, o meglio, avrebbe una concezione del tutto materialistica e fine a se stessa.

Se un tempo i poeti guardavano le stelle, alzando gli occhi al cielo, adesso scorgeremmo le luci dei palazzi. Ma, in fin dei conti, il fatto che qualcuno abbia ancora la speranza di trovare qualcosa di poetico in un cielo anche inquinato, in stelle sempre più offuscate, indica che un piccolo poeta risiede ancora in chi cerca la semplice bellezza della natura. La poesia esiste, ma va cercata. La poesia non è morta, magari è solo nascosta.

Ci sarà sempre qualcuno che, malgrado tutto, sarà abbastanza irriverente, folle e immune da cercare quel piccolo barlume di emozioni che sembra sempre più lontano.

Erica Bardi, 5a B

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