Asinus in cathedra, ovvero Donald J. Trump, 45° Presidente degli USA

L’elezione di Donald J. Trump, così come l’ascesa dei movimenti populisti in tutta Europa, l’aveva prevista Machiavelli in Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio: <<Il popolo molte volte desidera la rovina sua ingannato da una falsa specie di bene; e come le grandi speranze e gagliarde promesse facilmente lo muovono. >>

Non vi annoierò ulteriormente; la serietà di quest’articolo finisce qui. Forse.

Trump viene sempre frainteso. Ricorda qualcuno. Ha accusato Obama di averlo intercettato. Tutto falso. Ma no, era stato frainteso: lui aveva detto “intercettato”, non intercettato. E che cribbio!

Ma no, lui era più elegante: non avrebbe mai istituito a Palazzo Chigi una sala per il make-up di Ruby, il tycoon invece l’ha fatto per Melania. Insomma, sapeva distinguere tra Palazzo Chigi e Villa Arcore. La Casa Bianca invece sembra una succursale della Trump Tower.

Invece, entrambi hanno in comune l’odio per i giudici; il problema è che Trump li può nominare.

Trump e Berlusconi, due beniamini del popolo.

Trump, infatti, da buon beniamino del popolo non ha esitato a smantellare in un colpo solo gran parte delle norme che tutelano i piccoli risparmiatori nei confronti delle grandi banche.

Ma, in fondo, lui è così: grossolano. Ha firmato la legge per abolire i finanziamenti per l’aborto, un classico dei presidenti repubblicani, senza neanche una donna nel suo ufficio; un’enorme schiera di uomini dietro di lui.

Non solo: il nostro Donald rivela un grande talento per il conflitto d’interesse: il fautore della riforma economica che permette di fare alle banche ciò che vogliono, Steven Mnuchin, è un ex dirigente di Goldman Sachs; il segretario di Stato, Rex Tillerson, è invece l’ex AD di ExxonMobil, la nostrana Esso. Non a caso, nella prima settimana di presidenza ha disposto la costruzione di due oleodotti; e chi se ne importa se comporterà la distruzione di ettari di foreste.

Trump, un ambientalista ma non troppo: così si è definito in una riunione con le principali aziende automobilistiche, aggiungendo che alleggerirebbe le norme sulle emissioni se la produzione venisse spostata negli USA. La CO2 statunitense non sarà nociva?

Trump ed i fatti alternativi. Alla sua inauguration c’erano molte meno persone di quanto dichiarato dall’amministrazione Trump? Nessun  problema, sono solo fatti alternativi, fanno sapere dallo staff. E così le vendite di 1984 (George Orwell) sono schizzate in tutto il Paese.

Fabrizio Gaglione, 2a E

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